Acqua

acqua

Acque di Balneazione

Il controllo delle acque di balneazione è di primaria importanza nella prevenzione delle malattie; inoltre è fondamentale monitorare costantemente la concentrazione delle sostanze disciolte per la depurazione. 
Si definiscono «acque di balneazione»: 
le acque dolci, correnti o di lago e le acque marine nelle quali la balneazione è espressamente autorizzata ovvero non vietata.

Normalmente i controlli vengono così suddivisi:



Acque di piscina

  • Controllo acque di approvvigionamento
  • 
Controllo acqua di centro vasca
  • 
Controllo acqua in uscita
  • 
Gestione per il controllo di impianti di clorazione

Acque di fiume, di lago, di mare e salmastre

  • Controllo microbiologico
  • Controllo chimico

I nostri servizi:

  1. Prelievo campioni
  2. Misura del pH e cloro libero sul posto
  3. Rapporti con le ASL
  4. Consulenza
  5. 
Analisi chimiche e microbiologiche:
  • Conta batterica a 37°C
  • Conta batterica a 22°C
  • Escherichia coli
  • Enterocchi
  • 
Pseudomonas aeruginosa
  • Staphylococcus aureus
  • Durezza totale
  • Conducibilità elettrica a 20°C
  • Solidi sospesi
  • Cloro attivo libero
  • Azoto ammoniacale
  • Metalli pesanti

Acque di Irrigazione

Spesso le sostanze contenute nell’acqua utilizzata per l’irrigazione, risultano nocive per le piante, con un conseguente danno alle colture e quindi un’ingente perdita economica. Risulta quindi molto utile sottoporre ad una serie di analisi le acque destinate alle colture, e stabilire gli eventuali trattamenti chimico-fisici da eseguire sulle acque stesse, al fine di renderle compatibili con la coltura da impiantare.

I nostri servizi:

  1. Prelievo del campione
  2. Relazioni e consulenze
  3. Analisi chimiche:
  • PH, CONDUCIBILITÀ A 20°C, SALINITÀ
  • RESIDUO A 180°C
  • DUREZZA TOTALE
  • DUREZZA PERMANENTE
  • DUREZZA TEMPORANEA
  • CLORURI
  • SOLFATI
  • CA
  • MG
  • FE
  • CLORO
  • NH3
  • NO2
  • NO3
  • ALCALINITÀ + SAR
  • (indice Sar)
  • ANALISI DIVERSE SU RICHIESTA DEL CLIENTE

Acque Minerali

La classe di appartenenza di un’acqua minerale dipende dalla quantità residuale di sali in essa contenuti, definita Residuo Fisso, determinata facendo bollire a 180°C un litro d’acqua sino a completa evaporazione. Il sedimento che se ne ricava, che deve essere sempre espresso in milligrammi/litro, costituisce l’aggregato di sali che caratterizza ogni singola ACQUA.

In termini puramente quantitativi – cioè di peso residuale – secondo il D.L. 25.01.92 n.105 e le acque minerali commercializzate oggi in Italia sono così classificate:

  • Acque minimamente mineralizzate: residuo fisso inferiore a 50 mg/l
  • Acque oligominerali: residuo fisso tra 50 e 500 mg/l
  • Acque minerali: residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l
  • Acque terapeutiche: residuo fisso superiore a 1500 mg/l


I servizi offerti: 

  1. Prelievo del campione
  2. Consulenza per autorizzazione fonte
  3. Rapporti con le ASL
  4. Analisi chimiche:
  • PH 
  • Conducibilità 20°C
  • Salinità
  • Durezza totale
  • Durezza permanente
  • Durezza temporanea
  • Temperatura alla sorgente 
  • Concentrazione degli ioni idrogeno alla sorgente
  • Residuo fisso 
  • Ossidabilità
  • Anidride carbonica libera alla sorgente
  • Silice
  • Bicarbonati 
  • Cloruri 
  • Solfati 
  • Sodio 
  • Potassio 
  • Calcio 
  • Magnesio 
  • Ferro disciolto 
  • Fluoro
  • Azoto ammoniacale
  • Fosforo totale
  • Grado solfidometrico
  • Stronzio 
  • Litio 
  • Alluminio 
  • Bromo 
  • Iodio

5. Analisi microbiologiche:

  • Carica batterica 22°C
  • Coliformi totali
  • Coliformi fecali
  • Escherichia coli
  • Germi anaerobi solfito riduttori
  • Enterococchi
  • Pseudomonas aeruginosa

Acque Potabili

L’acqua è un elemento fondamentale per ogni essere vivente. A condizione però che l’acqua sia salubre dal momento che, in caso contrario, essa costituisce un formidabile fattore di diffusione delle malattie.
La crescente produzione di rifiuti industriali ed urbani ha infatti costretto a far uso di acque superficiali e sotterranee come ricettori di scarichi, spesso inquinati da sostanze tossiche o cancerogene (quali metalli, solventi, pesticidi, oli).

Il D.Lgs. 152/99 – artt. 7, 8 e allegato 2 – (che sostituisce il DPR 319/76) detta quindi i criteri in base ai quali le Regioni dovranno classificare le acque superficiali che potranno essere utilizzate per la potabilizzazione, scartando i corsi o quei punti dei corsi d’acqua in cui l’inquinamento in atto è troppo elevato. La classificazione riguarda solo le acque superficiali (fiumi e laghi), in quanto sono, rispetto alle acque sotterranee, più soggette ad inquinamento e d’immediata verifica visiva del percorso.
Il D.Lgs. 31 del 02/02/2001stabilisce invece i requisiti di qualità che devono possedere le acque destinate al consumo umano, qualunque ne sia l’origine (sia se vengano prelevate direttamente alla fonte, o sia se vengano distribuite da acquedotti pubblici).

I servizi offerti:

  • Prelievo del campione
  • Pratica pozzi
  • Rapporti con le ASL
  • Analisi chimiche e microbiologiche:

CARICA BATTERICA TOTALE A 22°C, CARICA BATTERICA TOTALE A 36°C, COLIFORMI TOTALI, COLIFORMI FECALI, ESCHERICHIA COLI, SOLFITO RIDUTTORI, ENTEROCOCCHI, FERRO BATTERI
PH, CONDUCIBILITÀ A 20°C, SALINITÀ, RESIDUO A 180°C, DUREZZA TOTALE, DUREZZA PERMANENTE, DUREZZA TEMPORANEA, CLORURI, SOLFATI, CA, MG, FE, CLORO, NH3, NO2, NO3, ALCALINITÀ, ARSENICO

Analisi:

Acrillamide, antimonio, arsenico, benzene, benzopirene, boro, bromato, cadmio, cromo, rame, cianuro, 1.2 dicloroetano, epicloridrina, fluoruro, piombo, mercurio, nichel, nitrato, nitrito, antiparassitari, idrocarburi policiclici aromatici, selenio, tetracloroetilene-tricloroetilene, trialometanitotali, cloruro di vinile, clorito, vanadio, alluminio, cloruro, manganese, ossidabilità, solfato, sodio, durezza totale, residuo secco a 180°C, torbidità, Ph, conducibilità elettrica a 20°C, azoto ammoniacale, nitriti, cloro attivo libero, ferro, carica batterica totale a 22°C, carica batterica totalea 36°C, coliformi totali, coliformi fecali, escherichia coli, spore di clostridi solfito riduttori, enterococchi.

Acque Reflue

Qualsiasi tipo di produzione industriale dà origine ad acque di scarico. L’industria ha quotidianamente bisogno di ingenti quantità di acqua che, una volta usate nel ciclo produttivo o nelle lavorazioni, vengono restituite nell’ambiente spesso con tassi di inquinamento elevati. Tramite il recente D.lgs. 152/99 (che sostituisce la nota “legge Merli” – legge 319/76) si è ritenuto quindi necessario tutelare l’inquinamento delle acque, da un lato obbligando tutti i titolari di scarichi a chiedere l’autorizzazione, e da un altro imponendo dei valori limite a tutti quei parametri (metalli, solventi, oli, batteri ecc.) che, se versati nelle acque in concentrazioni superiori a tali limiti, causerebbero un sicuro inquinamento del patrimonio idrico.



È importante distinguere tra scarico domestico, industriale e urbano, in quanto da ciò derivano obblighi differenti:

  • Acque reflue industriali: scarichi derivanti da edifici in cui si svolgono attività industriali o commerciali (equivale all’ex concetto di 
  insediamento produttivo della legge 319/76).
  • Acque reflue domestiche: scarichi provenienti da abitazioni e comunque derivanti da metabolismo umano (bagni) o da attività domestiche (cucine, giardini, ecc.) (art. 2 punto g) (equivale all’ex concetto di insediamento civile della legge 319/76)Sono tali quindi anche gli scarichi di attività alberghiere, turistiche, sportive, scolastiche, sanitarie, mense aziendali o anche bagni di insediamenti industriali, e comunque ogni altra attività, anche commerciale, i cui scarichi presentano caratteristiche qualitative equivalenti al metabolismo umano o ad attività domestiche (art. 28 comma 7 lett.e).
  • Acque reflue urbane: si tratta delle acque che confluiscono, tramite canalizzazione, alla pubblica fognatura; si tratta quindi:
    delle acque reflue domestiche (derivanti da insediamenti residenziali o assimilati).
  • Delle acque reflue industriali (ovviamente opportunamente depurate per rientrare nei limiti per lo scarico in fognatura o a cielo aperto)
    Delle acque meteoriche (acque piovane).

Servizi offerti:

  • Prelievo da parte di personale tecnico qualificato
  • Consulenza tecnica ed assistenza per il rilascio dell’autorizzazione allo scarico
  • Gestione impianti di depurazione
  • Gestione fanghi e rifiuti da impianti di depurazione, sia civili che industriali
  • Rapporti con le ASL
  • Analisi microbiologiche
  • Analisi chimiche

ELENCO DI ALCUNE DELLE ANALISI CHE POSSIAMO ESEGUIRE:

– ALDEIDI
– ALLUMINIO
– ARSENICO
– AZOTO NITROSO
– AZOTO NITRICO
– AMMONIACA
– BARIO
– B.O.D.5
– BORO
– CADMIO
– CIANURI
– C.O.D.
– CLORO ATTIVO
– CLORURI
– CROMO III
– CROMO VI
– ESCHERICHIA COLI
– FENOLI TOTALI
– FOSFORO TOTALE
– FLUORURI
– FERRO
– GRASSI ED OLII
– MATERIALI GROSSOLANI
– MATERIALI SEDIMENTABILI
– MATERIALI IN SOSPENSIONE
– MANGANESE
– MERCURIO
– NICHEL
– OLII MINERALI
– OSSIGENO DISCIOLTO
– PIOMBO
– pH
– PESTICIDI CLORURATI
– PESTICIDI FOSFORATI
– RAME
– SAGGIO DI TOSSICITÀ (CARASSIUS AURATUS)
– SOLFITI
– SOLFURI
– SOLVENTI CLORURATI
– SOLVENTI ORGANICI AROMATICI
– SOLVENTI AZOTATI
– STREPTOCOCCHI FECALI
– STAGNO
– TEMPERATURA
– TENSIOATTIVI (MBAS)
– ZINCO PROVE DI TRATTAMENTO
– FLOCCULAZIONE
– CHIARIFICAZIONE

Acqua di Caldaia

I servizi offerti:

  • Prelievo
  • Consulenza per l’autocontrollo
  • Analisi chimiche

– ASPETTO
– PH
– CONDUCIBILITA’
– CALCIO
– 
MAGNESIO
– SODIO
– CATIONI TOTALI
– BICARBONATI
CLORURI
– SOLFATI
– NITRATI
– ANIONI TOTALI
– DUREZZA TOTALE
– DUREZZA TEMPORANEA
– ALCALINITA’ ( P)
– ALCALINITA’ TOTALE (M)
– SILICE
– SOSTANZE ORGANICHE
– AMMONIACA
– ANIDRIDE CARBONICA LIBERA
– FERRO
– MANGANESE
– RAME

Acqua per Irriguo

I servizi offerti

  • Prelievo
  • Consulenza per l’autocontrollo
  • Analisi chimiche

– ph
– conducibilità a 20° C
– RESIDUO A 180° C
– DUREZZA TOTALE
– DUREZZA PERMANENTE
– DUREZZA TEMPORANEA
– CLORURI
– SOLFATI
– CALCIO
– SODIO
– MAGNESIO
– FERRO
– CLORO
– NH3
– NO2
– NO3
– INDICE DI SAR

Acqua impianto di condizionamento

I servizi offerti:

  • Prelievo
  • Consulenza per l’autocontrollo
  • Analisi MICROBIOLOGICHE

– LEGIONELLA SPP
– LEGIONELLA PNEUMOPHILA
– STAFILOCOCCO AUREUS

Acqua Corrosiva

I servizi offerti


  • Prelievo
  • Consulenza per l’autocontrollo
  • Analisi chimiche

– INDICE DI LANGELIER: CALCIO, CONDUCIBILITÀ SALINITÀ, PH, ALCALINITÀ

Acque Sotterranee

Secondo D.M. 471 del 25/10/199 allegato tabella 1

I servizi offerti:

  • Prelievo
  • Consulenza per l’autocontrollo
  • Analisi chimiche
  • Alifatici alogenati cancerogeni
  • Alifatici clorurati cancerogene e non cancerogeni
  • Ammine aromatiche
  • Clorobenzeni
  • Composti organici aromatici
  • Diossine
  • Fenoli e clorofenoli
  • Fitofarmaci
  • Metalli
  • Nitrobenzeni
  • Policiclici aromatici (IPA) totali
    ACIDO PARA –FTALICO
    ACRILLAMIDE
    AMIANTO( FIBRA A > 10 MM)
    N- ESANO
    PCB

Fanghi

I servizi offerti:

  • Prelievo
  • Consulenza per l’autocontrollo
  • Analisi chimiche e microbiologiche

Analisi Chimiche

– Anidride carbonica
– Arsenico
– Azoto ammoniacale
– Azoto nitrico
– Azoto totale
– B.O.D5
– Biocidi
– Boro
– C.o.d.
– Cadmio
– Carbonio organico
– Cloruri
– Conducibilità estratto acquoso
– Cromo VI
– Fluoruri
– Fosfati solubili
– Fosfati totali
– Granulometria del solido
– Grassi e olii
– Idrocarburi
– Indice Sar estratto acquoso (calcio, sodio. Magnesio)
– Mercurio
– Nichel
– Peso specifico del liquido
– Peso specificodel tal quale
– Ph
– Piombo
– Potassio
– Rame
– Residuo a 105°C
– Residuo a 600 °C
– Selenio
– Silicati
– Sostanze organiche clorurate
– Sostanze Volatili
– Tensioattivi (mbas)
– Zinco

Amianto

amianto

L’amianto per vari decenni è stato impiegato in costruzioni civili e industriali, in componentistica meccanica ed edile, viste le notevoli caratteristiche di resistenza al calore e la facile reperibilità. Da alcuni anni gli studi epidemiologici hanno dimostrato una correlazione tra l’uso di questo materiale e l’aumento di tumori polmonari in soggetti che, per vari motivi, venivano a contatto con esso. In conseguenza di ciò la legislazione ha provveduto, con il passare degli anni, a limitarne l’uso prima e poi a vietarne completamente l’utilizzo ed ad agevolarne la dismissione, tramite la Legge 375/92.
Il laboratorio ICQ S.r.l. è riconosciuto dal Ministero della Sanità per l’esecuzione di analisi per la ricerca di amianto.

In particolare, i nostri tecnici sono in grado di eseguire:
• Campionamenti atmosferici per la ricerca di fibre di amianto aerodisperse
• Campionamenti di materiale (serbatoi acqua, canne fumarie, tettoie, pavimenti, pannelli etc) per la ricerca quali-quantitativa di amianto nella composizione.
• Corsi di formazione ed informazione per addetti alla manipolazione
• Consulenze e relazioni tecniche, comprese mappatura degli stabili
• SERVIZI DI RIMOZIONE E SMALTIMENTO

ANALISI

Analisi quantitativa dell’amianto mediante spettrofotometria FTIR e Monitoraggio ambientale

Aria

aria

I servizi offerti
• Prelievo
• Consulenza per l’autocontrollo
• Analisi microbiologiche

Carica batterica totale
Muffe
Lieviti
Legionella spp
Legionella pneumophila

Rumore

rumore

Il nostro laboratorio effettua perizie fonometriche per la valutazione dell’impatto acustico

INTRODUZIONE
Il rumore negli ambienti di lavoro è ormai diventato uno dei problemi più importanti tra quelli compresi nell’igiene del lavoro. La continua meccanizzazione della produzione con l’introduzione di processi tecnologici continui ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio.
Lo sviluppo tecnologico, con il relativo aumento esponenziale del rischio da esposizione, non è stato seguito da adeguate misure preventive.
Come rumore può essere indicato qualsiasi suono indesiderabile. Tuttavia, è impossibile stabilire in via teorica se una vibrazione meccanica percettibile con l’udito sarà per l’ascoltatore un suono o un rumore, in quanto tale giudizio sarà soggettivo e pertanto variabile da persona a persona.
Il rumore come trasmissione di suoni è un fenomeno vibratorio. I parametri più importanti per la misurazione dell’onda sonora sono l’ampiezza (rappresenta il valore che assume la pressione) e la frequenza (numero di oscillazioni compiute dalla vibrazione in un secondo). Il suono viene misurato in decibel per quel che riguarda la pressione sonora e in hertz per quel che riguarda la frequenza.
L’orecchio umano trasmette i rumori al cervello che li elabora per estrarne delle informazioni utili al soggetto per la comunicazione tra gli individui.
Il tempo di esposizione e la pressione sonora sono fattori fondamentali per definire l’azione biologica del rumore stesso. Data la complessità dell’azione biologica del fenomeno rumore, altri parametri possono influenzare la sua azione quali, la distribuzione delle frequenze o le caratteristiche proprie degli individui.

EFFETTI SULLA SALUTE
Il rumore è causa di danno (ipoacusia, sordità) e comporta la malattia professionale statisticamente più significativa. Da qui la crescente attenzione al problema, prestato da tecnici e legislatori, volta alla prevenzione e alla bonifica degli ambienti di lavoro inquinati.
Gli effetti nocivi che i rumori possono causare sull’uomo dipendono da tre fattori: intensità del rumore, frequenza del rumore e durata nel tempo dell’esposizione al rumore.
Questi effetti possono esser distinti in:

a. effetti uditivi: vanno ad incidere negativamente a carico dell’organo dell’udito provocando all’inizio fischi e ronzii alle orecchie con una iniziale transitoria riduzione della capacità uditiva e successiva sordità, che in genere è bilaterale e simmetrica.
Il rumore agisce sull’orecchio umano causando secondo la natura e l’intensità della stimolazione sonora:

  • uno stato di sordità temporanea con recupero della sensibilità dopo riposo notturno in ambiente silenzioso;
  • uno stato di fatica con persistenza della riduzione della sensibilità e disturbi nell’udibilità della voce di conversazione per circa 10 giorni;
  • uno stato di sordità da trauma acustico cronico con riduzione dell’intelligibilità del 50%.

b. effetti extrauditivi: insonnia, facile irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione sino a giungere ad una sindrome ansioso-depressiva, aumento della pressione arteriosa, difficoltà digestiva, gastriti od ulcere, alterazioni tiroidee, disturbi mestruali, ecc.

I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE
La prima cosa da fare è ridurre i livelli di rumore.
È necessario ridurre il rumore alla fonte, cioè progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di rumore.
Limitare la propagazione delle onde sonore, isolando la sorgente sonora utilizzando per le pareti, i muri ed i soffitti degli ambienti di lavoro dei materiali assorbenti.
Limitare il tempo di esposizione del lavoratore.
Protezione del lavoratore o con ambienti cabinati o mediante protezioni individuali quali cuffie (abbattono circa di 20 db l’intensità dello stimolo sonoro) o tappi alle orecchie.
Il DLGs. 195/2006 fissa i seguenti nuovi limiti per il rumore:
Valore limite di esposizione (giornata lavorativa di 8 h): 87dB(A)
Valore superiore di azione (giornata lavorativa di 8 h): 85 dB(A)
Valore inferiore di azione (giornata lavorativa di 8 h): 80 dB(A)
Livello di esposizione settimanale al rumore (5 giorni lavorativi, 8 h al giorno, nel caso di esposizione giornaliera variabile): 87dB(A).
Il datore di lavoro sottopone alla Sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore supera gli 85 Decibel. La sorveglianza sanitaria è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori di 80 Decibel su loro richiesta o qualora il medico competente ne conferma l’opportunità.
Nel caso in cui l’esposizione al rumore superi gli 80 Decibel il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuali dell’udito, nel caso in cui tale esposizione sia uguale o superiore agli 85 Decibel il datore di lavoro fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i dispositivi di protezione individuale dell’udito.
I locali, in cui le lavorazioni comportano un’esposizione personale superiore agli 85 decibel, sono provvisti di apposita segnaletica ed eventualmente, qualora il rischio lo giustifichi, sono perimetrati per una limitazione d’accesso.

NORMATIVA
DLGs. 195 del 10 Aprile 2006. Attuazione della Direttiva Europea 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da agenti fisici (rumore)

Decreto legislativo n. 626/94, Titolo V-bis

L. n.447 del 26 ottobre 1995

Legge quadro sull’inquinamento acustico

Decreto legislativo n. 626/94, all. IV e V
Attuazione delle direttive 89/391, 89/654, 89/655, 89/656, 90/270, 90/394 e 90/679 sul miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
S.O. n. 141 alla G.U. N. 265 del 12/11/94.
all. IV Elenco attrezzature di protezione individuale
all. V Elenco attività ove è necessario avere a disposizione attrezzature di protezione individuale.

D.M. n.316 del 4 marzo 1994, artt 1, 4, 8
Regolamento recante norme in materia di limitazione del rumore prodotto dagli escavatori idraulici e a funi apripista e pale meccaniche

D.lgs. n.134 del 27 gennaio 1992
Attuazione della direttiva 86/494/CEE relativa al rumore aereo emesso dagli apparecchi domestici.

D.lgs. n.137 del 27 gennaio 1992
Attuazione della direttiva 87/405/CEE relativa al livello di potenza acustica ammesso delle gru a torre.

D. lgs. n. 277 del 15 agosto 1991, artt. 38-49 e allegati VI e VII
Attuazione delle direttive 80/1107, 82/ 605, 83/477, 86/188 e 88/642 in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro.
G.U. n. 200 del 27/8/91.

DPCM del 1 marzo 1991, artt. 1, 2, 6 e allegati A e B
Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno.

D.lgs. n.135 del 27 gennaio 1991. art. 7 e allegati II e III
Attuazione della direttiva 86/662/CEE e 89/514/CEE in materia di limitazione del rumore prodotto dagli escavatori idraulici e a funi apripista e pale meccaniche

D.M. n.588 del 26 novembre 1987, art 6 e allegati da I a VII
Metodo di misura del rumore di motocompressori, gru a torre, gruppi elettrogeni di saldatura, gruppi elettrogeni e martelli demolitori azionati a mano, utilizzati per compiere lavori nei cantieri edili e di ingegneria civile.

Legge n.862 del 19 novembre 1984
Ratifica convenzione OIL n.148

Legge n.864 del 19 ottobre 1970
Ratifica convenzione OIL n.120

D.P.R. n. 303 del 19 marzo 1956, art 24 e 48, tabella allegata
Norme generali per l’igiene del lavoro
art. 24 Rumori e scuotimenti

Norme tecniche armonizzate.

UNI 7545/22 – segni grafici per segnali di pericolo: rumore.
UNI 9432 – determinazione del livello di esposizione personale al rumore negli ambienti di lavoro.
UNI 10163 – acustica: cabina per personale in ambiente di lavoro; misurazioni della perdita per trasmissione sonora; metodo di controllo.
UNI En 24869/1 – acustica, protettori auricolari, metodo soggettivo per la misura dell’attenuazione sonora.

Terreni

terreni

Mangimi per animali E SIMILI

I servizi offerti
• Prelievo
• Consulenza per l’autocontrollo
• Analisi CHIMICHE E MICROBIOLOGCHE

ANALISI CHIMICHE
Acidi grassi (gascromatografia)
Aflatossine B1
Amido (Ewers)
Amminoacidi (aminoanalyzer)
Azoto aminico
Azoto ureico
Calcio
Carotene e xantofilla
Ceneri
Cloruro di sodio
Composizione centesimale (esclusa la fibra grezza)
Ferro
Fibra grezza
Fosforo
Grassi (idrolisi acida)
Grassi (soxhlet)
Lignina
Magnesio
Manganese
Numero di perossidi
Ph
Potassio
Protidi digeribili
Protidi solubili
Rame
Rancidità
Sodio
Umidità
Zinco
Zolfo

COMPOSIZIONE CENTESIMALE:
Umidità
Ceneri
Proteine
Grassi
Carboidrati totali
Antibiotici
Cloruro di sodio
Coloranti
Conservanti
OGM

Fertilizzanti

SECONDO IL D.M. 22/01/2009

I servizi offerti
• Prelievo
• Consulenza per l’autocontrollo
• Analisi CHIMICHE

AZOTO
ANIDRIDE SOLFOROSA

Igiene industriale aria

Igiene-industriale-aria

Inquinamento Atmosferico

L’inquinamento atmosferico è l’accumulo di una o più sostanze, in concentrazioni tali da modificare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria; tali modifiche costituiscono un possibile pericolo per l’uomo e per l’ambiente.
Le principali fonti di inquinamento sono le emissioni in atmosfera derivanti dai processi produttivi – attività industriali e artigianali – e dai processi di combustione – riscaldamento e traffico veicolare.

Le sostanze inquinanti comunemente misurate sono:
Monossido di carbonio (CO), prodotto dei processi di combustione (motori degli autoveicoli, impianti di riscaldamento e industriali), impedisce all’emoglobina di legarsi all’ossigeno, con una conseguente riduzione della quantità di ossigeno nel sangue;
Ossidi di azoto (NOx), prodotti dei processi di combustione (motori degli autoveicoli, impianti di riscaldamento e industriali), hanno una duplice azione tossica: provocano una riduzione della funzionalità respiratoria e diminuiscono le difese contro le infezioni;
Ozono (O3), è il componente più facilmente misurabile dello smog fotochimico prodotto, durante la stagione estiva, dall’azione della radiazione solare su alcune sostanze presenti in atmosfera, molte delle quali derivano dal traffico autoveicolare. Questo inquinante ha un’azione irritante sulle mucose, in particolare delle vie respiratorie e degli occhi;
Biossido di zolfo (SO2), prodotto della combustione del carbone e dei derivati del petrolio, svolge un’azione dannosa sull’apparato respiratorio;
Idrocarburi (HC), comprendono un grande numero di composti gassosi, liquidi e solidi; il più semplice idrocarburo è il metano che è presente naturalmente in atmosfera in concentrazioni maggiori rispetto agli altri idrocarburi: per questo motivo vengono determinati gli idrocarburi non metanici, che provengono da processi di combustione incompleta negli impianti di riscaldamento e industriali e nei motori degli autoveicoli. Il grado di nocività varia secondo la composizione chimica: si va da sostanze non particolarmente tossiche a sostanze di accertata cancerogenicità quali gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e il benzene. Quest’ultimo deriva principalmente dalle emissioni dei veicoli a benzina e dalle perdite per evaporazione durante la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti petroliferi. Studi sui lavoratori esposti hanno dimostrato un’aumentata incidenza di leucemia;
Polveri totali sospese (PTS) e particelle sospese con diametro inferiore a 10 m m (PM10), sono particelle di piccole dimensioni che possono contenere sostanze nocive come piombo, vanadio, cromo, amianto e IPA; sono prodotte da quasi tutte le attività umane (traffico, industria, processi di combustione in generale). Penetrano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio provocando disturbi respiratori e malattie asmatiche; l’azione nociva delle polveri varia in rapporto alle dimensioni delle particelle: minore è il diametro maggiore è la capacità di penetrazione nelle vie respiratorie.

Le problematiche ambientali interessano tutte le imprese, a prescindere dalle loro dimensioni, perché è ormai un fatto assodato che un comportamento ambientale corretto sia la chiave del successo di un’impresa. In alcuni casi, però, non si tratta di scelte, ma di obblighi giuridici; il decreto n. 203/1988 sancisce l’obbligo di ottenere una preventiva autorizzazione per tutte le imprese che intendano realizzare un impianto industriale o avviare un’attività produttiva, che possa dar luogo ad inquinamento atmosferico. Le consulenze in questo settore garantiscono agli utenti il pieno rispetto delle norme vigenti, senza doversi addentrare personalmente in ambiti tecnici e giuridici che potrebbero esulare dalle loro competenze specifiche.

Nella definizione legislativa di inquinamento atmosferico viene introdotta, per la prima volta, la nozione di “alterazione delle risorse biologiche e degli ecosistemi”, che si aggiunge a quelle più tradizionali di “modifica delle normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria”, di “pericolo per la salute”, di “compromissione degli usi legittimi dell’ambiente e dei beni materiali pubblici e privati” (Art. 2, n. 1, D.P.R n. 203/1988). Oggi tutte le attività, che producono emissioni in atmosfera, sono strettamente subordinate a questi principi, tranne quelle definite “ad inquinamento atmosferico poco significativo”. Le attività “a ridotto inquinamento atmosferico” sono autorizzate dalle province o dalle regioni, mediante una procedura complessa, costituita da provvedimenti di carattere generale (che determinano modalità, limiti e prescrizioni di esercizio per alcuni tipi di impianti) e comunicazioni a cura delle imprese interessate, che attestino la conformità alle suddette prescrizioni. In alternativa, l’ente preposto può predisporre procedure autorizzative semplificate, nelle quali, le caratteristiche delle emissioni siano deducibili da indicazioni sulle materie prime utilizzate nel il ciclo produttivo. Secondo le disposizioni del DPR 25/07/1991, persino le piccole imprese (ristoranti, orafi, ecc.) devono fare l’autodenuncia all’ente preposto.

Igiene industriale rumore

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Inquinamento Acustico
Secondo l’articolo 2 della legge n°447 del 26/10/1995 l’inquinamento acustico è l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi.

Rumore
Il rumore è un fenomeno sonoro di qualsiasi natura ed origine, caratterizzato dall’essere molesto o comunque sgradito, che può portare effetti negativi per la salute fisica e la tranquillità psichica dell’uomo e degli animali. Le variabili su cui ci si basa per definire il rumore ed il relativo grado di indesideratezza o di nocività sono molteplici ed a volte contrastanti fra loro; fra queste rientrano: il luogo in cui il rumore si manifesta, l’età dell’ascoltatore, la sua attività nel momento in cui lo percepisce, ecc.

Danni da rumore
Si stanno precisando le conoscenze relative alle conseguenze sul corpo umano provocate dal rumore, che è in costante aumento nelle società industrializzate: è stato calcolato che nei paesi occidentali oltre 100 milioni di persone (il 15% del totale) viva in condizioni di esposizione a un livello continuo di rumore superiore a 65 dB, considerate inaccettabili, mentre altri 240 milioni di individui sono sottoposti a più di 55 dB. I danni, fisiologici e psichici, provocati dall’inquinamento da rumore, sono stati così determinati: intorno a 50-60 dB si manifestano cefalee, ansietà e aumento dell’irritabilità; a 130-140 dB cominciano dolori auricolari; oltre i 140 dB aumenta notevolmente il rischio di lesioni auricolari; a 160 dB si verifica la rottura della membrana del timpano o lesioni dell’orecchio interno. Più che l’intensità del rumore, che raramente raggiunge i livelli più alti, sono in aumento la sua durata nel tempo e la sua diffusione nello spazio: la crescente urbanizzazione, l’aumento del numero dei veicoli e della densità di popolazione hanno infatti provocato un prolungarsi del rumore nelle ore notturne e nei giorni festivi e un suo estendersi alle periferie delle città.